L’ATTESA
Questo mutare
delle ombre
dal buio che
si scolora,
racchide in sé
l’avvento della luce.
Più d’ogni umano silenzio s’incrini la parola all’intenzione e libero il pensiero la raccolga in solitudine di spirito dove il sospiro scioglie ogni dolore.
AMETISTE // Dalle fauci imbrunite della parola a monte/ mi rispondeva un gelido silenzio/ Quasichè superato il ponte/ vedessi un guizzo luminoso/ un cerchio bello di parole…/ Che rincorrendomi animatamente/ chiedessero a me che le pensavo/ di unirmi a loro interamente/ per dimostrargli che le amavo/.
Questo mutare
delle ombre
dal buio che
si scolora,
racchide in sé
l’avvento della luce.
Nel sogno mio,
parlavi solo tu.
Parlavi come un
dio.
T’illuminavi tutto,
cuore e labbra…
Io ti guardavo
divertita,
e sorridevo,
anzi, ridevo,
per tutta questa
pappa.
All’improvviso,
sei diventato tutto
blu, (di rabbia…)
a quello che dicevi
non ci credevi più.
Dovevi cambiar faccia!
Dalla Miseria
all’Abbondanza,
si arriva spesso
all’Alterigia.
Quel cambiamento
improvviso della
vita,
quella fatica di
arrivare in cima…
Dove dall’alto
ci guardano imbirbiti…
gli occhietti stretti
dei pidocchi risaliti.
Chissà cosa pensavi,
quando guardavi
un cielo sensa stelle.
Probabilmente,
immaginavi il buio
di tutto il Mondo.
Cambiasti il calendario,
e ribaltasti il giorno…
La star della domenica,
è quella luna piena
che splende a mezzogiorno.
Quando incontrai
il mio demone,
non sbiancai…
Socchiusi gli occhi,
ed arrosii di rabbia…
lo stesso fece lui,
poi digrignando i denti,
ci guardammo in faccia.
Venir da te,
senza una valida
ragione…
mi fa venire in
mente quella
contraddizione,
di quando fuori
piove,
mentre risplende
il sole.
Noi conteniamo
i nostri difetti
fintanto che non
scoppiano…
e queste figurine
esplose controvento,
ci guardano sfrontate,
ci fanno uno sberleffo,
sicure come sempre
di un riavvicinamento…
Ha detto:
Sono un uomo
pulito,
col sorriso da
donna.
Ho le spalle
di cuoio,
e la gonna fiorita.
Ho la guancia
ferita,
e un contratto
d’amore.
Porto a spasso
la Vita.
Credere
alle rapine
del cuore,
vuol dire
ammettere
che i ladri
esistono.
Se mai
si lasciano
le porte
aperte…
Chissà quale parola
avrò,
quando per decisione
mia resterò muta…
Sicuramente scriverò
più forte,
quello che ascolta e tace
la paura.
Se penso a me
clonata,
fissata in un’altra
dimensione,
guardata con stupore.
Sparsa nel Mondo
in tante copie
senza un condono
di riconoscimento.
Senza una febbre attiva…
quale tormento!
Che sia la morte a salvare
quello che di me
rimane.
Che sia il ricordo di me
a farmi ricordare.
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