rulururu

da L’ANIMA CONTROLUCE 1981

Settembre 30th, 2006

Archiviato in: Poesie — Maria Grazia @ 19:46

“Il 2 Novembre della Beghina”

A capo chino avanza la beghina

e le dà  scopo l’odor di cimitero,

si muove lentamente tra le tombe

e l’occhio attento scruta nomi e date.

Lo conoscevo quello, poverino!

Chissà  che male aveva!

Eh! Io lo dicevo!…

Eppure nella vita aveva faticato.

Toh! Ma guarda lì chi c’è,

ma a questo gli sta bene!

Ne aveva fatte tante! Ora sta fermo.

C’è un angioletto  dolce che è volato…

e la beghina piange, adesso è vera!

Ma l’emozione passa, si prosegue.

L’elenco è troppo pieno,

bisogna pur guardare.

Poi conta i fiori belli

e lesta fa la somma,

Gesù, Gesù, con questi tempi cari!

Ma come fa la gente a non capire!

Eh! Lo saprei io!…

Ma guarda che Cappella!

Senz’altro è di un riccone.

Ma quello è proprio argento!

Io mica sono scema!

Sospira la beghina e scuote il capo.

Poi all’improvviso sbuca un prete nero,

Buon giorno reverendo! E guarda in terra,

io ho pregato!

Va bene buona donna, andate in pace!

S’è fatto tardi, e la beghina è stanca,

” E’ giorno di pietà ” dice il Vangelo,

e la “devota a Dio” ha fatto i suoi doveri…

biascia preghiere, si segna ogni minuto:

quanto son buona! pensa.

Nostro Signore mi premierà  davvero.

L’INVIDIA

Settembre 30th, 2006

Archiviato in: Poesie — Maria Grazia @ 19:22

Stamani per strada

ho incontrato l’invidia,

vestiva violetto e rideva

parlava parlava e mentiva

sprizzava scintille e moriva!

Lasciandosi dietro una livida bava.

A DAVID E FEDERICA

Settembre 30th, 2006

Archiviato in: Poesie — Maria Grazia @ 19:03

Guai! Sciupare l’innocenza dei bimbi.

Inquinando l’aria non potremo fare a meno,

di respirare aria inquinata.

da L’ANIMA CONTROLUCE

Settembre 30th, 2006

Archiviato in: Poesie — Maria Grazia @ 18:54

E’ stato come un turbinoso vento di burrasca,

è stato come un risvegliarmi da un sonno di dolore.

Ti ho  visto così sola, piccola, stanca,

gli occhi di cenere azzurra dove brucia nascosto

il tuo amore per me.

Le tue mani, che un giorno io avevo temuto

mi si aggrappavano al cuore in cerca d’affetto.

Ma non ricordi mamma? Ne avevi piene le mani!

Oh mamma! Che fretta avevo di parlarti.

Ma non del mio dolore,quello è mio!

E a te avrebbe fatto troppo male.

Volevo dirti… e la voce mi s’incrina di pianto.

Volevo dirti, ti ho sempre voluto bene!

E te lo dico, mentre il cuore mi batte nel petto

come un rosso martello.

Tu hai pianto, come sai piangere tu,

poi mi hai detto, come sai dirmi tu,

“Non rattristarmi lo so che mi vuoi bene”.

Ti capivo più di sempre,mamma!

Io sono vecchia, e tu,la mia bambina.

LE SIGNORE CLONATE

Settembre 28th, 2006

Archiviato in: Poesie — Maria Grazia @ 16:53

Le Signore rifatte

con le guance scavate

con le labbra gonfiate

fanno smorfie annoiate,

le Signore clonate.

Volutamente ambigue,

esibiscono illanguidite

pose studiate da star.

Le gambe accavallate

che fanno intravedere

l’oggetto… che è in vetrina.

Per giungere al sedere,

rifatto sul modello mappamondo

(duro e tondo)

purchè non sgonfi mai.

Spietate griffate fumate,

grigliate dalla Lampada,

più nere del dolore.

Svuotate,affamate,

con un fil di voce… soltanto

una noce!

Non hanno più energia

Non hanno più cervello

Non hanno più memoria

Non hanno più misura…

Mi assale una paura, chi sono

i lor mariti ? Machi pentiti?

Nel triste gioco delle parti.

BOTTEGA VIVA

Settembre 28th, 2006

Archiviato in: Poesie — Maria Grazia @ 16:27

Bottega viva,

fucina accesa…

lingua di fuoco

misteriosa,

mentre scudiscia,

prega.

MESSAGGIO ISPIRATO

Settembre 26th, 2006

Archiviato in: Poesie — Maria Grazia @ 19:23

In errabonde strade

versifica i tuoi piani,

e costruisci la meta opposta,

che l’attimo giusto crea.

FERMA L’IMMAGINE

Settembre 26th, 2006

Archiviato in: Poesie — Maria Grazia @ 16:34

Signore ti prego,

in questi tempi bui

di estrema indifferenza,

ferma l’immagine di me

bambina

che ti guarda.

Aggrappata al bagliore

incandescente

della tua veste bianca.

LETTERA DEL FIORE

Settembre 21st, 2006

Archiviato in: Poesie — Maria Grazia @ 15:44

Mio caro Pellegrino,

se l’opera del Duomo

non finiva mai,

la stessa cosa la posso

dire anch’io.

Più vado avanti,

più mi ritrovo indietro

a rimirare.

La Verità  mi trova  sempre

pronta ad aspettare…

Ma l’altra metà  del fiore,

che pure si affatica,

non mi raggiunge mai.

PRALINA DEL MIO CUORE

Settembre 17th, 2006

Archiviato in: Poesie — Maria Grazia @ 12:28

Inzuccherarsi di te,

pralina del mio cuore…

vuol  dire,

dolcificare q.b.

la superficie del pensiero.

Sapendo bene a cosa porta,

l’effetto placebo.

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